Legione Puglia


10 settembre 2020

Il generale di brigata Stefano Spagnol è il nuovo comandante della Legione carabinieri Puglia. Nel corso di una cerimonia – che si è svolta nella caserma Bergia alla presenza del comandante interregionale generale Aldo Fischione – Spagnol ha preso il posto del generale di divisione Alfonso Manzo.

Quest’ultimo andrà a ricoprire l’incarico di capo del Quinto reparto dello Stato Maggiore della difesa. Nel corso dei due anni trascorsi alla guida della Legione Puglia, Manzo ha intensificato i servizi di prossimità, con l’obiettivo di rafforzare il legame esistente tra forze di polizia e cittadini. Il generale Spagnol nel corso della sua carriera ha svolto diversi incarichi: comandante di un plotone del Battaglione di Firenze, del Nucleo operativo del Gruppo di Venezia, delle Compagnie di Vittorio Veneto e Mazzara del Vallo.

Ha inoltre guidato il Reparto operativo di Trapani e ha svolto diversi incarichi presso il Comando generale e come addetto militare presso la rappresentanza diplomatica a Madrid. Da ultimo ha guidato, dal 2017, il IV reparto

Continuano gli avvicendamenti al vertice dei vari comandi dei Carabinieri. Dopo quello avvenuto il 12 settembre scorso al comando della Legione Puglia, che ha visto subentrare il Generale di Brigata Stefano Spagnol al Generale di Divisione Alfonzo Manzo, che è andato a ricoprire l’incarico di Capo del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa, gli ultimi avvicendamenti riguardano i reparti operativi provinciali dell’Arma. Cambi tecnici e di routine, come avviene periodicamente, che ridisegnano l’intera catena di comando, ma che non cambino la sostanza delle attività tipiche dei Carabinieri. Al Ten. Col. Massimiliano d’Anna, trasferito al Reparto Comando della Legione Puglia, subentra il parigrado Massimiliano De Luca, che assumerà anche il ruolo di vice comandante provinciale. Nel suo curriculum anche il comando del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Molfetta. Ha anche lavorato nella sala operativa della Direzione di Comando e Controllo della Protezione Civile, per tutto il periodo dell’emergenza relativa terremoti dell’aquila nel 2009 e di Rieti e tutto il centro Italia del 2016.
Il nuovo comandante del reparto operativo del Comando provinciale è il Ten. Col. Vincenzo Di Stefano, che sostituisce il Ten. Colonello Gabriele Mambor, passato al comando Provinciale di Crotone. Di Stefanoi proviene dal Comando Generale dei Carabinieri dove ha diretto la sala operativa.
A comandare la Compagnia San Paolo sarà il Capitano David Fontana Barberis che subentra al Maggiore Andrea Minella. Esperienze internazionali quelle di Barberis, maturate al centro di ricerca e addestramento di Vicenza che focalizza le proprie attività sulla formazione delle unità e degli assetti di polizia nazionali ed internazionali destinati all’impiego nelle operazioni di pace.

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Foibe: la giornata del ricordo – 10/02/2019

Domenica, 10 febbraio, si celebra il giorno del ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano, istriano e dalmata. Quella delle foibe è stata una tragedia atroce. Nelle foibe, cavità carsiche profonde centinaia di metri, dal 1943 al 1947, vivi o morti, vennero gettati dai partigiani jugoslavi, migliaia di italiani. Ancora oggi i numeri non sono chiari. Una carneficina nata dall’odio e dall’ideale distorto di una vera e propria pulizia etnica. Numerose saranno anche quest’anno le iniziative in tutta Italia per il giorno del ricordo. La legge del 2004 che ha istituito la giornata del ricordo ha sancito un principio importante per il nostro paese. Cosa vuol dire ricordare le vittime delle foibe oggi? L’attacco dei militari di Tito agli italiani durante e nel secondo dopoguerra non ha portato soltanto morte. Ha portato anche un tremendo esodo di famiglie che, cacciate dalle loro case, hanno cercato rifugio altrove.

Ma è anche la storia della ferocia con cui agivano i titini contro gli italiani solo perché italiani, la storia di Fiume, di Pola di Zara. Fra il 1943 e il 1947, nelle foibe dell’Istria (cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo) sono stati gettati 10.000 italiani. Venivano legati l’un l’altro con un lungo fil di ferro stretto ai polsi e messi sugli argini delle foibe, quindi si apriva il fuoco a raffiche di mitra, non contro il gruppo, ma soltanto contro i primi tre o quattro della catena, i quali, precipitando nell’abisso, morti o feriti, trascinavano con sé gli altri sventurati, condannati così a sopravvivere per giorni sui fondali delle voragini, sui cadaveri dei loro compagni tra sofferenze inimmaginabili. Non basta confrontarsi con la ferocia dei titini ma anche con il modo con cui molti italiani accolsero quei connazionali: l’epiteto più gentile fu «banditi giuliani», giusto per equipararli al più conosciuto dei fuorilegge. © RIPRODUZIONE RISERVATA

pubblicazione di: Corriere della Sera

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Virgo Fidelis 21 Novembre celebrazione

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La Patrona dei Carabinieri

Il titolo “Virgo Fidelis” che esprime in tutto significato della vita di Maria e della Sua missione di Madre e di Corredentrice del genere umano affidataLe da Dio, non ha mai avuto una risonanza universale e un culto particolare nella chiesa. Nella liturgia infatti non esiste una speciale festa. Il merito maggiore della diffusione e dell’affermazione del culto alla “Vergine Fedele” è della “Benemerita e Fedelissima” Arma dei Carabinieri d’Italia.

Icona raffigurante la Virgo Fidelis

Nell’Arma il culto alla “Virgo Fidelis” iniziò subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per iniziativa di S.E. Mons. Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, Ordinario Militare d’Italia, e di P. Apolloni S.J., Cappellano Militare Capo.
Lo stesso Comandante Generale prese a cuore l’iniziativa e bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la Vergine, Patrona dei Carabinieri.
Lo scultore architetto Giuliano LEONARDI rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre, alla luce di una lampada legge in un libro le parole profetiche dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte” (Apoc.2,10).
La scelta della Madonna “Virgo Fidelis”, come celeste Patrona dell’Arma, è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni soldato che serve la Patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei secoli fedele”.
L’8 dicembre 1949 Sua Santità Pio XII di v.m., accogliendo l’istanza di S.E. Mons. Carlo Alberto di Cavallerleone, proclamava ufficialmente Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la celebrazione della festa il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria Vergine al Tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber.

 

 

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Monumento ai caduti 03 Nov. 2018

Inaugurazione  sabato 03 Novembre 2018

assieme alla ricorrenza della giornata dell’unità Nazionale delle forze armate, l’inaugurazione del monumento a Pravisdomini in memoria dei caduti di tutte le guerre.

Presenti Sindaci e autorità locali, Anc Azzano Decimo e varie associazioni del territorio

 

 

 

 

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